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Un sapere che non si traduce nel fare quotidiano è inutile

4 passi per scegliere la formazione giusta per te!

Quante volte hai partecipato a convegni, seminari, tavole rotonde o a corsi di formazione e, una volta uscito, ti sei chiesto: “ma tutto questo a cosa mi servirà mai nella vita?”

Se lo hai fatto mi auguro che ti sia servito per scegliere la volta successiva… diversamente è una buona pratica per individuare a chi e a cosa dedicare il tuo tempo e i tuoi soldi alla prossima occasione.

E’ un ottimo esercizio che ti aiuterà ad analizzare il valore di ciò che hai ascoltato, la sua applicabilità e il suo utilizzo nel tuo business, nella tua professione, nella tua vita. Saprai se nel futuro varrà la pena tornare ad ascoltare gli stessi relatori o formatori oppure se sia meglio cercare altrove.

Io lo faccio sempre, soprattutto se devo pagare per ascoltare qualcuno, anche quando sono obbligato da una norma di legge. In genere se devo dare dei soldi a qualcuno vorrei ricevere qualcosa in cambio di almeno pari valore, altrimenti è beneficenza e, personalmente, a chi dovrebbe insegnarmi qualcosa, non mi va di farla.

Se hai già letto di me sai quale valore attribuisco alla professionalità: quell’insieme di sapere, di mestiere, di pratica e di studio che si traduce nella parola “competenza”.

Essere uno specialista richiede impegno e dedizione, aggiornamento, studio e confronto.

Uno specialista non si improvvisa, è qualcuno che ha il controllo di ciò che mette in atto, dei risultati attesi e delle informazioni pertinenti.

Diversi anni fa un mio maestro, un grande formatore, sosteneva: “un sapere fatto di nozioni, astratto e avulso dal contesto quotidiano è assolutamente sterile. Serve soltanto a fare bella mostra per gli stolti”.

Questa sua affermazione mi colpi moltissimo e divenne per me un faro, una lente per riconoscere chi, tra i molteplici relatori, fosse in grado di aiutarmi a costruire un sapere spendibile, utile che mi aiutasse nella ricerca delle soluzioni e chi, diversamente, al di là delle “slides” (materiale utilizzato per la presentazione) non lasciasse nulla! Oltre il momento d’aula… il buio, il vuoto.

In oltre vent’anni di attività ho partecipato e continuo a partecipare a moltissimi momenti formativi, e ho imparato a riconoscere chi sa fare la differenza! Chi è capace nel trasmettere, nel far crescere le mie competenze e chi mi richiede solo la fatica di stare. Ecco quando esco dall’aula stanco e annoiato so che ho scelto male, che ho incontrato un venditore del nulla, e l’ho anche pagato!

E allora, come fare per evitarli? Quali sono i segnali da raccogliere e i passi da muovere per beneficiare di una formazione e di un’informazione utile?

Ecco la mia formula, una veloce azione di “intelligence”

4 passi fondamentali… per decidere da chi farsi Formare e chi evitare

  1. Verifica le competenze: un tecnologo alimentare non si improvvisa architetto, un veterinario non si improvvisa ragioniere, un agronomo non si improvvisa dentista e così via. E dunque non basta avere un diploma da un ente sconosciuto, ma studi e specializzazioni di livello, avere esercitato quell’attività, le menzioni ricevute. Insomma il curriculum professionale può essere d’aiuto. Nell’era dei social, certamente il profilo Linkedin è un’ottima fonte di informazione.
  2. Verifica l’esperienza: chiedi indicazioni riguardo l’esperienza specifica relativa a quello di cui hai bisogno. Non limitarti a farti rilasciare dichiarazioni generiche, approfondisci, fai domande… le e-mail sono un ottimo strumento per le tue indagini.
  3. Chiedi referenze e testimonianze: Verifica se sono riportate testimonianze su un sito web, commenti ad articoli e/o post sui social, ecc. Leggi cosa dicono gli altri, i commenti e le risposte che vengono date, con che tempi, con quale grado di approfondimento….
  4. Valuta il costo del servizio: potrà sembrarti strano, ma il costo che ti si propone in relazione alle evidenze che sei riuscito a raccogliere nei passi precedenti è un ottimo indicatore sulla bontà del percorso. Il “valore” del docente/professionista deve corrispondere alla dimensione della sua competenza.

Il concetto di “formazione” ha molteplici significati, ma quello che più mi piace è il seguente: La formazione persegue lo sviluppo delle competenze secondo metodi comprovati ed efficaci.

La formazione in qualsiasi campo, in qualsiasi materia, può durare poche ore o anni; io sono dell’idea che una formazione non termina mai. Ciò che conta non è il tempo dedicato alla formazione, ma il metodo che viene adottato dal docente per trasmettere quelle competenze, per farti sentire capace, per metterti in grado di operare.

Se dopo un corso di formazione sai dove mettere le mani, cosa fare e quando lo fai risolvi… allora hai fatto un buon investimento! Il valore della formazione è dato dalla sua efficacia: prima non sapevo come fare e ora lo so e lo faccio con fiducia.

Formare, dare una forma nuova e diversa perché tu possa agire con successo!

Gianpietro Boieri

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